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Carbone, Petrolio, Diamanti: vite bruciate. Presentazione della locandina

L’abbinamento di tre fra i più conosciuti e importanti derivati del carbonio con le “vite bruciate” vuole
sottolineare come il carbone e il petrolio sono di fatto fonti energetiche nella misura in cui si procede
alla loro combustione mentre il diamante rientra nel discorso più ampio di intere popolazioni che
subiscono condizioni di sfruttamento e violenza dal momento dell’estrazione della pietra preziosa fino
alla sua commercializzazione; senza dimenticare il celebre esperimento di “bruciare” un cristallo di
diamante per dimostrare la sua “distruttibilità” a dispetto del significato antico del suo nome (adamas,
ovvero indistruttibile) e soprattutto la sua composizione chimica fatta esclusivamente di carbonio,
esattamente come i meno nobili carbone e grafite. La prova del fuoco sul diamante fu eseguita a fine
settecento a Parigi da Lavoisier – il padre della chimica moderna – e replicato a inizio ottocento a
Firenze dalla straordinaria coppia di scienziati inglesi Davy-Faraday.
Tornando al tema della “vita bruciata” con riferimento specifico al carbone e, a maggior ragione, al
petrolio, si desidera evidenziare l’aspetto della loro disponibilità futura di materie prime strategiche
che prima o poi saranno in via di esaurimento: realtà, questa, di cui l’umano consorzio, sempre di più
incline di positivismo a oltranza col passare delle generazioni, deve invece prendere coscienza,
passando dalla sottovalutazione alla consapevolezza del problema. Problema che, in generale, riguarda
tutte le materie prime minerali del pianeta, troppo spesso a torto considerato un serbatoio inesauribile
e depredabile senza limiti.
Proprio il concetto del rispetto dei limiti nel processo di combustione del carbone e del petrolio impone
un’altra riflessione fondamentale, legata alle conseguenze ambientali e sanitarie di immissioni
massicce di anidride carbonica e di altri gas in un’atmosfera che, alterando il proprio equilibrio, espone
l’umanità al rischio concreto di una vita sempre più vittima dell’inquinamento e in attesa di un vero e
proprio cataclisma climatico, del quale già oggi sono molto evidenti le avvisaglie. Indirettamente, le vite
bruciate alle quali fa riferimento il titolo del MAGMAX 2025, sono purtroppo le nostre di umani
sottoposti al rischio di un ambiente che diventa sempre più critico e meno protetto. In seconda
priorità, ma non per questo meno “ardente”, si presenta l’impellente necessità di trovare fonti
energetiche alternative ai combustibili fossili che ne riducano drasticamente l’estrazione sia in termini
di volume di materiale e sia di risorse umane e meccaniche impiegate.
Anche quest’anno, Matthiew Guiotto, direttore artistico del MAGMAX, ha mirabilmente dato forme e
colori al titolo nella locandina del 2025. Nel dipinto campeggia la figura di un canarino giallo, ingabbiato
in modo da costituire uno strumento pratico, a disposizione dei minatori del passato, per rivelare la
presenza – soprattutto nelle miniere di carbone – del famigerato “grisou” (miscela gassosa a base di
metano) causa di tragiche esplosioni innescate dalla fiamma delle lampade. Considerando che il grisou
è inodore, lo stordimento dell’uccellino o, peggio, la sua morte istantanea erano il chiaro segnale che
occorresse abbandonare subito la galleria invasa dal gas. Prima della fabbricazione della lampada di
sicurezza che porta il nome dei suoi già menzionati inventori Davy-Faraday, il canarino rappresentava il
sistema più efficace per rendere la vita in miniera almeno più protetta dalle deflagrazioni. Oltre ad
alcuni tipici oggetti minerari (elmetto, piccone e lanterna a olio) che richiamano l’attenzione sulle vite,
anch’esse “bruciate” dei minatori, indifferentemente sacrificati all’estrazione del carbone, del petrolio
o dei diamanti, spiccano lo spaccato geologico dei camini diamantiferi e la stratificazione di pezzi di
carbone, impilati uno sull’altro, che culminando in un cristallo di diamante grezzo, invita alla riflessione
sulla stessa natura chimica dei due minerali a dispetto delle loro opposte proprietà fisiche.
La locandina è il miglior viatico per la stagione MAGMAX 2025 che prevede un fitto programma di
conferenze, film e tavole rotonde accompagnato dalla mostra temporanea “Carbone, Petrolio e
Diamanti: vite bruciate”, allestita al museo e culminato con l’evento “Fuori-dalla-Torre” di fine
novembre in occasione della XV edizione di Asti International Film Festival.

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Indirizzo: Torre Quartero, Via Roero 2
Ingresso museo da Corso Alfieri 360
ASTI (AT)

Tel: +39 328 1698 691

Email: astimagmax@gmail.com

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