Ho incontrato Iris Bagnasco che al telefono mi ha proposto di ritirare la collezione di minerali di suo padre nel caso fosse di qualche interesse per il MAGMAX. Naturalmente le ho detto di sì vedendone l’utilizzo più importante di una collezione e cioè quello didattico. La missione di divulgare la mineralogia è essenziale per il MAGMAX e l’impegno in questa direzione non è mai abbastanza così come il materiale idoneo a disposizione. In breve tempo, concordo con Iris una visita nella casa dei suoi genitori che ospitava la collezione del papà Gigi. Al cospetto dei campioni disposti con cura nella vetrinetta di una credenza antica e rigorosamente montati su basette di legno con targhetta plastificata recante il nome della specie mineralogica, mi sono emozionato una prima volta e mi è sembrato di toccare con mano la passione intensa di un uomo che avevo l’onore di cominciare a conoscere in quell’istante. La sintonia con la mia stessa smisurata passione per i minerali mi ha da subito suggerito che una collezione così ben concepita dovesse avere per forza una registrazione cartacea, magari anche solo sotto forma di una semplice lista dei vari reperti. Invece, Iris scopre nell’angolo di un armadietto un vero e proprio registro ad anelli, cartonato giallo ocra che mi porge chiedendomi se fosse quello che cercavo. Lo apro e mi emoziono per la seconda volta sfogliando le schede di ogni singolo minerale, contenenti la descrizione scientifica dettagliata della specie e alcune note specifiche sul campione e sulla sua località di ritrovamento. Dulcis in fundo, la maggior parte delle schede sono arricchite da fotografie ritagliate da articoli e pubblicazioni varie di mineralogia e mi fa tenerezza ritrovare in fondo al registro una busta gialla piena di foglietti illustrati ancora da preparare per l’incollaggio. Le schede sono dattiloscritte così diligentemente che poche volte mi è capitato di assistere a una catalogazione così professionale nella mia esperienza mineralogica di oltre mezzo secolo. Il complimento è rafforzato dal fatto che Gigi era un cultore autodidatta della mineralogia e che la sua passione per le Scienze della Terra è arrivata cronologicamente per ultima, quando, ormai pensionato, si è accorto dei “sassi” soltanto durante le sue camminate per le montagne della Val di Susa. La mineralogia è stata l’ultima tra le innumerevoli passioni che lui ha saputo coltivare con amore assoluto nel corso di tutta la sua esistenza. La gentile Iris tradisce la sua sapiente professione di maestra soddisfacendo la mia curiosità e affascinandomi con le svariate attività hobbistiche di suo padre, dal quale lei ha attinto il meraviglioso esempio di investire il tempo sempre bene, dedicandosi il più possibile ad attività capaci di alimentare la cultura e la creatività. Mi racconta l’impegno di papà Gigi nell’atletica, soprattutto nei panni di integerrimo giudice di gara, il contributo al comitato Palio del suo amato rione San Lazzaro nel ricercare i momenti storici da far rivivere durante il corteo medioevale, la collaborazione lunghissima con UTEA, senza dimenticare il primo incarico in qualità di segretario della biblioteca della Way Assauto, dove svolgerà con grande zelo la sua carriera di disegnatore, mettendo in risalto le sue grandi qualità di professionista puntiglioso. Il tutto condito da una vena creativa vastissima che ha spaziato dalla pittura alla scrittura di racconti, ispirati soprattutto alla spensierata adolescenza vissuta nei suoi luoghi preferiti, dal Tanaro alla Vetreria. Agli ospiti privilegiati di casa Bagnasco e cioè ai libri e ai dischi di musica lirica, si aggiungono nel periodo della pensione anche i minerali e, naturalmente, i libri di mineralogia! La collezione di minerali cresce rapidamente e ai reperti raccolti durante le gite in montagna, si aggiungono i campioni acquistati alla mostra di Torino e ricevuti in dono per le varie ricorrenze o semplicemente come ricordo di viaggi in giro per il mondo di famigliari e amici. Quando si coltiva una passione con una tale profondità e ampiezza, diventa irrefrenabile il desiderio di coinvolgere gli altri con la fantastica pulsione missionaria di trasmettere al prossimo le stesse vibrazioni positive del collezionista. E allora non mi sorprende per nulla scoprire dalla voce di Iris che il suo splendido papà sia stato anche un eccellente divulgatore delle Scienze della Terra.
“Quando non ci sarò più, cara Iris, i miei minerali lasciali alla scuola o a qualcuno che li usi per passione.” Oggi il MAGMAX si onora di aver ricevuto la collezione mineralogica di Gigi Bagnasco che serve per aiutare il museo nella divulgazione delle Scienze della Terra e che ci farà sempre emozionare nel ricordo di un uomo appassionato e straordinario.
Massimo Umberto Tomalino


