Comunicati stampa

Oltre cento partecipanti alla festa del Magmax per i primi cinque anni di attività

COMUNICATO STAMPA
Oltre cento partecipanti alla festa del Magmax per i primi cinque anni di attività
Collezionisti, donatori e appassionati intervenuti ieri alla Galleria del Museo Paleontologico
Cinque anni e tanta voglia di crescere: per festeggiare il compleanno del Magmax, ieri è arrivato
anche Tiziano Bonisoli, torinese, eminente decano dei mineralogisti italiani: la sua collezione è una
delle più apprezzate a livello nazionale, composta in settant’anni di passione.
La cerimonia si è tenuta alla Galleria del Museo dei Fossili (rappresentato dalla presidente Sara
Rabellino e dalla paleontologa Alessandra Fassio), primo partner del Museo Astense di Geologia,
Mineralogia, Arte Mineraria e Cristallografia dalla nascita nel 2021.
L’incontro, partecipato da un centinaio di persone, è stato ricco di presenze significative, come
quelle dei donatori (venticinque in totale) che hanno reso ancora più sostanziosa e varia l’offerta del
Museo: Alberto Costanzo e Gigi Bagnasco di Asti, Giacomo Ferrando di Molare (Al), in
particolare, hanno donato le loro collezioni complete.
“Un gesto che fa più ricco non solo il Magmax , ma anche la nostra città”, il commento di Massimo
Umberto Tomalino, fondatore e direttore del museo mineralogico più piccolo del mondo che,
dall’alto della Torre Quartero, racconta la storia dei minerali e di chi ha lavorato in miniera o ne ha
studiato i materiali estratti, preziosi come il diamante, comuni come la pietra di Luserna.
Tomalino e Francesca Busa, ideatori del Museo insieme a Alberto Guizzardi, Federico Cerrato e
Barbara Degara (co-fondatori dell’Associazione Magmax), hanno tracciato le attività dei cinque
anni, sfociate tra l’altro nella creazione della Biblioteca-Laboratorio “Adriana e Renato Pagano”,
nell’Evento fuori dalla Torre ospitato in Sala Pastrone, in conferenze, corsi di mineralogia per
bambini e adulti, lezioni nelle scuole.
Nel gruppo di lavoro anche Laura Nosenzo, addetta stampa, Bruno Marello, fotografo, Mathew
Guiotto, direttore artistico (sua la locandina realizzata per l’occasione e distribuita a chi ha
collaborato in questi anni o donato i propri minerali), Paolo Tomalino, web, Alessandro Gentile,
direttore di produzione.
Molta curiosità per i dieci oggetti rari, e mai esposti, presentati per la ricorrenza dei cinque anni: il
primo libro di mineralogia scritto nel 1798, in lingua italiana e in due volumi, da Carlo Antonio
Napione, ufficiale savoiardo, mineralogista e chimico; il busto in porcellana (1849) di Werner
Gottlob Abraham, padre della mineralogia tedesca; la più piccola bilancia di precisione del settore
mai realizzata (1880), appartenuta ad Alberto Pelloux; il dipinto (1897) di Luigi Bombicci,
mineralogista e museologo amico di Giosuè Carducci.
Oltre a questi reperti: la scatola (1920) con i prototipi in gesso dei diamanti di Cartier; lo
scintilloscopio (anni ’50 del Novecento), per trovare l’uranio, ma utilizzato anche dai cercatori d’oro;
la fotografia (1955) che documenta la prima attrezzatura per produrre il diamante sintetico; la
collezione di minerali (1968) proveniente da una scuola professionale di Teheran e misteriosamente
esportata dall’Iran. Infine la “spada di gesso”, sorprendente cristallo, lungo ben 72 centimetri,
estratto dalle antiche cave di Cocconato, e un meteorite, che nella giornata di ieri è andato ad
accostarsi ad altri preziosi campioni esposti da Tiziano Bonisoli.
Applausi dal pubblico e apprezzamento di Gianluca Forno, presidente del Distretto Paleontologico
dell’Astigiano e del Monferrato.

Asti, 21 giugno 2026

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Indirizzo: Torre Quartero, Via Roero 2
Ingresso museo da Corso Alfieri 360
ASTI (AT)

Tel: +39 328 1698 691

Email: astimagmax@gmail.com

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